Tre deserti diversi, distanze reali, e la differenza fra una notte fra le dune e una cartolina. Scritta da chi accompagna viaggiatori a Merzouga e a Chigaga tutto l’anno.
Il deserto di sabbia del Marocco è il Sahara meridionale, lungo il confine con l’Algeria. Le due distese di dune vere sono Erg Chebbi, vicino a Merzouga, e Erg Chigaga, oltre M’Hamid. Da Marrakech servono circa 9 ore di strada per Merzouga, quindi il minimo onesto è un viaggio di 3 giorni; con 4 giorni si dorme due notti nel Sahara invece di una e si smette di correre.
Zagora è molto più vicina ma le sue dune sono basse. Agafay, a 40 minuti da Marrakech, non è sabbia: è deserto di pietra. Sono opzioni valide, purché si sappia cosa si sta comprando.
Il Sahara marocchino comincia dove finisce l’Anti-Atlante, nella fascia sud-orientale del paese che scende verso il confine algerino. Non è una distesa uniforme: per la maggior parte è hammada, pianura di pietra nera e ghiaia, attraversata da valli fluviali che si riempiono di palmeti. Le dune di sabbia sono isole dentro quel paesaggio, e in Marocco ce ne sono due che meritano il viaggio.
È una distinzione che vale la pena fare prima di partire, perché molte fotografie promozionali mostrano dune alte e ordinate mentre gran parte del tragitto attraversa altopiani spogli. Quel tragitto, però, è metà del viaggio: le gole del Todra, la valle del Dades, le kasbah di terra cruda e le oasi del Draa stanno tutte sulla strada.

La hammada verso M’Hamid: il deserto marocchino è questo per centinaia di chilometri, prima delle dune.
Le tre destinazioni non sono intercambiabili. Cambiano le ore di strada, il tipo di sabbia, il numero di persone che incontrerai e il prezzo. Qui sotto c’è cosa cambia davvero.

La cartolina, e per una volta la cartolina è onesta. Un cordone di dune arancioni lungo circa 22 km, con creste che superano i 150 metri. Si arriva su strada asfaltata fino ai piedi delle dune, quindi non serve fuoristrada. È il più frequentato dei tre: al tramonto sulla cresta principale non sarai solo.
Scegli questo se vuoi le dune alte, la notte in campo con il minimo di complicazioni logistiche, e hai almeno 3 giorni.

Più grande, più lontano, molto più vuoto. L’erg si estende per una quarantina di chilometri e non ha accesso asfaltato: le ultime due ore sono fuoristrada su piste di ghiaia e sabbia. I campi sono pochi e distanti fra loro, e di notte il silenzio è di un altro ordine.
Scegli questo se l’isolamento conta più della comodità e hai 5 o 6 giorni da dedicargli.

Sette ore da Marrakech invece di nove, e questo è tutto il suo vantaggio. Le dune intorno a Zagora sono basse e sparse: chi arriva aspettandosi Erg Chebbi resta deluso. Quello che Zagora ha davvero è la valle del Draa, un palmeto continuo di 200 km con kasbah di terra cruda una dopo l’altra.
Scegli questo se hai solo due giorni e ti interessa la valle almeno quanto la sabbia.
E Agafay? Agafay sta a 40 minuti da Marrakech e viene venduto come «il deserto vicino alla città». È un paesaggio bello e lunare, ma è roccia e argilla, non sabbia. Funziona benissimo come cena sotto le stelle o come notte in campo quando il Sahara non ci sta nel programma. Non è un sostituto di Merzouga, ed è giusto saperlo prima di prenotare.
Il conto è semplice: la distanza non si comprime. Da Marrakech un’andata e ritorno a Merzouga sono 18 ore di macchina. In due giorni si può fare solo Zagora o Agafay; per Erg Chebbi il minimo è tre.

Si arriva al campo verso il tramonto, l’ultimo tratto in dromedario o in fuoristrada a seconda del campo. La cena è una tajine servita sotto una tenda comune, poi qualcuno tira fuori i tamburi e si resta intorno al fuoco finché regge la conversazione.
Le cose che nessuno dice: la sabbia entra ovunque, il vento di notte fa rumore contro il telo, e il bagno è a qualche metro dalla tenda. In cambio, quando le luci si spengono, si vede la Via Lattea a occhio nudo. Se il freddo di gennaio o il vento ti preoccupano, i campi con tenda in muratura leggera e bagno privato esistono e li prenotiamo noi.
La cammellata dura circa un’ora ed è facoltativa: chi ha problemi di schiena o preferisce evitarla arriva al campo in macchina, e nessuno perde niente.
I mesi migliori sono ottobre e novembre, poi marzo e aprile: giornate fra i 22 e i 28 gradi e notti fresche ma sopportabili. Il resto dell’anno si va lo stesso, sapendo cosa aspettarsi.
Il bagaglio grande resta in macchina o in hotel. Al campo si porta solo uno zaino per la notte.
Se la tua domanda non è qui, scrivici: rispondiamo noi, non un modulo automatico.
Tutti privati, con autista che parla italiano. Ogni itinerario si adatta: si toglie una tappa, si aggiunge una notte, si cambia la categoria di alloggio.
Ti diciamo onestamente quale deserto ci sta dentro e quale no, prima di parlare di prezzi.