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Un viaggio impegnativo e bellissimo, per chi il deserto lo vuole vivere davvero. Otto giorni per raggiungere entrambi i grandi mari di dune del Marocco: Erg Chebbi, vicino a Merzouga, ed Erg Chegaga, il più remoto, oltre M’Hamid.
Un’immersione totale nel Sahara, tra oasi, kasbah e accampamenti lontani dalle rotte turistiche.
Questo itinerario fa parte dei nostri viaggi in Marocco privati: possiamo allungarlo, modificarlo o abbinarlo ad altre tappe secondo le tue date. Richiedi un preventivo gratuito – ti rispondiamo entro poche ore.
Dove dormi nel deserto: la notte tra le dune si passa al Sahara Dunes Camp, un campo berbero a Erg Chebbi (Merzouga) gestito da famiglie locali, con tende artigianali, docce calde private, elettricità ed energia solare. Puoi aggiungere le attività nel deserto: dromedari, quad, sandboarding e serate di musica berbera.
Si lascia Marrakech e la strada sale subito sull’Alto Atlante fino al passo di Tizi n’Tichka, a 2260 metri, tra tornanti, terrazzamenti e villaggi berberi aggrappati al pendio. Scesi dall’altra parte si arriva ad Aït Ben Haddou: si attraversa il fiume e si sale tra le case di terra cruda fino al granaio in cima, da cui si domina tutta la valle. Si prosegue per Ouarzazate con la kasbah Taourirt del pascià Glaoui. Nel pomeriggio la valle delle Rose e il palmeto di Skoura, poi le gole del Dades, dove le formazioni rocciose che i marocchini chiamano dita di scimmia chiudono la giornata. Cena e pernottamento.
Al mattino le gole del Dades, con la strada a tornanti che risale il canyon e i punti panoramici sulla valle. Si prosegue verso le gole del Todra, dove la strada si infila in un corridoio largo dieci metri sotto pareti verticali di trecento, con l’oued che scorre sul fondo: si cammina un tratto all’ombra mentre sopra lavorano gli arrampicatori. Attraverso Tinghir, con il suo palmeto lungo trenta chilometri, ed Erfoud, dove si lavora il marmo fossilifero, si raggiunge Merzouga nel pomeriggio. Primo incontro con Erg Chebbi: dromedari verso il campo al tramonto, cena e notte in tenda.
Alba sulle dune, il momento in cui la sabbia passa dal grigio all’arancione. Giornata dedicata a Erg Chebbi: si va a Khamlia, villaggio fondato da discendenti di famiglie arrivate dal Sahel, dove i gnawa suonano crotali e tamburi in una stanza di casa e non su un palco. Si prende il tè sotto la tenda di una famiglia nomade e, in primavera, si raggiunge il lago stagionale di Dayet Srji dove sostano i fenicotteri. Nel pomeriggio c’è tempo per il quad, il sandboarding o semplicemente per l’ombra. Seconda notte al campo, con più calma per godersi il silenzio.
Colazione al campo e partenza per Rissani, sorta sulle rovine di Sijilmassa, la città carovaniera da cui partivano le piste dell’oro: il souk, tre volte a settimana, ha ancora l’area dei muli e le ceste di datteri. Comincia poi la lunga traversata verso ovest, tra hammada e altipiani, fino a incontrare la valle del Draa: centoventi chilometri di palmeto che seguono il fiume, con i vecchi ksar di terra cruda affacciati sull’acqua. Arrivo a Zagora, dove il celebre cartello indica Timbuctu a cinquantadue giorni di cammello. Cena e pernottamento.
Sosta a Tamegroute, dove la zaouia conserva una biblioteca coranica con manoscritti antichissimi e dove i forni sotterranei producono da secoli la ceramica verde che porta il nome del paese: si scende nei laboratori a vedere i tornianti al lavoro. Si prosegue fino a M’Hamid, l’ultimo villaggio prima della sabbia, dove finisce l’asfalto. Da qui circa due ore di fuoristrada attraverso la hammada e i letti asciutti degli oued fino a Erg Chigaga: quaranta chilometri di dune alte fino a trecento metri, molto meno visitate di Merzouga proprio perché ci si arriva solo così. Notte in campo tendato tra le dune più alte.
Una giornata intera nel deserto più remoto del viaggio, senza spostamenti. Alba sulle grandi dune, poi tempo per camminare sulle creste, provare il sandboarding o restare all’ombra della tenda. Si visitano gli accampamenti dei nomadi che si spostano ancora con le greggi e, se la stagione lo permette, si raggiunge il bacino di Iriqui, che nelle annate piovose torna a riempirsi d’acqua e richiama i fenicotteri. Al tramonto si sale su una duna e non si sente più niente. Seconda notte a Chigaga.
Traversata mattutina in fuoristrada verso Foum Zguid, circa tre ore di pista attraversando il letto del lago salato. Ritrovato l’asfalto si prosegue per Taznakht, paese berbero famoso per i tappeti annodati a mano: nelle cooperative si vedono i telai e si capisce la differenza tra un tappeto di lana e uno di scarto. Si continua tra montagne e altipiani fino a Ouarzazate. Cena e pernottamento.
Ultima mattinata con la kasbah Taourirt e, per chi ha voglia, gli Atlas Studios con i set ancora in piedi. Si affronta poi la risalita dell’Alto Atlante dal Tizi n’Tichka, con soste panoramiche e una fermata in una cooperativa di argan dove l’olio si lavora ancora a mano. Arrivo a Marrakech nel pomeriggio.
Come funziona il prezzo. Il trasporto privato costa uguale che siate in due o in sei, quindi la spesa si divide fra i partecipanti: più siete, meno paga ciascuno. La differenza restante la fa la categoria degli alloggi. Per questo non pubblichiamo una cifra fissa: vi diamo un preventivo esatto e definitivo una volta che sappiamo date, numero di persone e livello di hotel, senza costi che spuntano dopo.
Questo itinerario si può cambiare. È una proposta, non un pacchetto chiuso: si aggiungono o tolgono notti, si cambia città di partenza e si alza il livello degli alloggi. Se quello che cercate non è in questa pagina, scriveteci e lo costruiamo su misura.
Questo itinerario è un punto di partenza, non un pacchetto chiuso. Se i giorni non tornano o parti da un’altra città, qui sotto trovi le versioni più vicine: possiamo comunque adattare qualsiasi programma alle tue date.
Sì, tutti i nostri itinerari sono privati: solo voi, l’autista che parla italiano e le guide locali. Ritmi e soste si adattano a voi.
Dipende dalla stagione: in estate le notti sono miti, tra novembre e febbraio possono avvicinarsi allo zero. Nel campo trovate coperte pesanti; portate una felpa e una giacca a vento nelle mezze stagioni.
Accampamento fisso con tende private, letto vero e bagno in comune; su richiesta tende luxury con bagno privato.
Sì: l’itinerario si può far partire o terminare a Marrakech, Fes, Casablanca o Tangeri per adattarsi ai vostri voli.
Certo. Aggiungiamo notti, cambiamo alloggi e adattiamo il percorso: scriveteci cosa avete in mente.
È sempre privato. Non accorpiamo clienti diversi: in auto ci siete solo voi e l’autista, e gli orari si adattano a voi, non a un programma fisso.
Perché il costo del trasporto è lo stesso che siate in due o in sei, quindi si divide fra i partecipanti: più siete, meno spende ciascuno. Il resto dipende dalla categoria degli alloggi che scegliete. Per questo diamo un prezzo esatto solo dopo aver capito date, numero di persone e livello di hotel.
Berlina, minivan o 4×4 secondo il numero di partecipanti e l’itinerario, sempre con aria condizionata. Per le piste verso Erg Chigaga si usa obbligatoriamente il fuoristrada.
Restano in auto o vengono portati al campo dal fuoristrada del personale. Con voi salite solo con uno zainetto per la notte, acqua e macchina fotografica.
Sì. Vegetariano, vegano, senza glutine e senza lattosio non sono un problema: basta dircelo alla prenotazione così avvisiamo riad e campo in anticipo.
Dal vostro hotel o riad, o direttamente dall’aeroporto se arrivate lo stesso giorno. Nelle medine dove l’auto non entra vi aspettiamo alla porta più vicina e vi accompagniamo a piedi.
