Guida alla città

Cosa vedere a Marrakech

Due giorni bastano per la città, tre per non correre. Ecco cosa vale davvero il biglietto, cosa si può saltare e come organizzare le giornate senza attraversare la medina cinque volte.

In breve

Quanti giorni servono

Due giorni pieni bastano per vedere la medina e i monumenti principali. Con tre ci si aggiunge il Giardino Majorelle senza fretta e una serata a Jemaa el-Fna fatta come si deve. Dal quarto giorno in poi conviene uscire dalla città: l’Atlante è a un’ora, il deserto di Agafay a quaranta minuti, Essaouira e Ouzoud a due ore e mezza.

Marrakech ha 950 anni e due anime che non si mescolano: la medina dentro le mura di terra rossa, e Gueliz, la città nuova costruita dai francesi negli anni Venti. Dormire nella prima e cenare nella seconda è il modo più onesto di conoscerle entrambe.

  • Dove si trovaMarocco centrale, ai piedi dell’Alto Atlante
  • Dall’aeroporto6 km, circa 15 minuti
  • Periodo miglioreMarzo–maggio e settembre–novembre
  • Non perdereJemaa el-Fna al tramonto
Dentro le mura

La medina, monumento per monumento

La medina di Marrakech è patrimonio UNESCO dal 1985 ed è tutta percorribile a piedi. Le distanze sembrano lunghe solo perché ci si perde, e perdersi è parte del punto.

Jemaa el-Fna al tramonto

Jemaa el-Fna

La piazza è patrimonio orale dell’umanità UNESCO dal 2001, e la ragione è il tramonto: verso le sei i banchi di cibo montano in mezz’ora, arrivano i musicisti gnaoua e i cantastorie, e la piazza cambia mestiere sotto gli occhi. Di giorno è molto meno interessante, con incantatori di serpenti e scimmie che chiedono soldi per una foto.

Il nostro consiglio: guardala dall’alto da una delle terrazze sul lato nord prima di scenderci dentro.

Il minareto della Koutoubia

La Koutoubia

Il minareto almohade del XII secolo, 77 metri, è il punto di riferimento visivo di tutta la città: se ti perdi, cercalo. È il modello su cui furono costruite la Giralda di Siviglia e la torre Hassan di Rabat. La moschea non è visitabile dai non musulmani, ma i giardini intorno sono aperti e la sera si riempiono di famiglie.

Il portale della madrasa Ben Youssef

Madrasa Ben Youssef

La più grande scuola coranica del Marocco, riaperta nel 2022 dopo un restauro lungo. Il cortile con la vasca, lo zellige e il cedro intagliato sono il pezzo di artigianato più impressionante della città. Se dovessi entrare in un solo monumento, entra in questo.

Lanterne e ottoni nel souk

I souk

Non sono un mercato ma una decina di mercati, divisi per mestiere: Semmarine per i tessuti, Rahba Kedima per spezie e erbe, il souk dei tintori con le matasse appese ad asciugare, quello dei fabbri che si sente prima di vederlo. Il prezzo iniziale è una proposta. Si tratta con calma, e se non convince si ringrazia e si esce.

All'ingresso di un riad nella medina

Palazzi e tombe

Il Palazzo Bahia di fine Ottocento è il più scenografico e il più affollato: vacci all’apertura. Le tombe saadiane, murate per due secoli e ritrovate nel 1917, valgono la coda per la sala delle dodici colonne. Il Palazzo El Badi è un rudere enorme abitato dalle cicogne, ed è quello che resta in mente.

Fuori dalle mura

Giardini e città nuova

Il Giardino Majorelle è il posto più fotografato della città: lo creò il pittore Jacques Majorelle negli anni Venti e lo salvò dalla demolizione Yves Saint Laurent nel 1980. Il blu che porta il suo nome funziona meglio dal vivo di quanto lasci immaginare Instagram. I biglietti sono a fascia oraria e vanno presi online: presentarsi al cancello senza prenotazione significa quasi sempre tornare indietro. Accanto ci sono il Museo Berbero e il Museo Yves Saint Laurent.

Chi vuole lo stesso silenzio senza la fila lo trova al Jardin Secret, dentro la medina, e ai giardini della Menara, dove la vasca almohade del XII secolo riflette l’Atlante innevato nei mesi giusti.

Gueliz è l’altra Marrakech: viali larghi, gallerie d’arte, caffè dove si lavora al computer. Non ha monumenti e non serve visitarla, ma è dove si mangia meglio la sera e dove la città smette di recitare la parte.

Il padiglione dei giardini della Menara

La vasca della Menara: acqua portata dall’Atlante con un sistema di canali di ottocento anni fa.

Organizzare

Come dividere le giornate

L’errore più comune è attraversare la medina avanti e indietro tre volte al giorno. Raggruppando per zona si cammina la metà.

  • Giorno 1: il cuoreKoutoubia, Jemaa el-Fna al mattino, souk, madrasa Ben Youssef. Ritorno in piazza al tramonto e cena ai banchi.
  • Giorno 2: il sud della medinaPalazzo Bahia all’apertura, tombe saadiane, El Badi, mellah e Bab Agnaou. Pomeriggio in hammam.
  • Giorno 3: fuori dalle muraMajorelle con biglietto orario la mattina, Museo YSL, pranzo a Gueliz, Menara nel tardo pomeriggio.
Pratica

Muoversi, dormire, mangiare

  • MuoversiLa medina si gira solo a piedi: le auto non entrano e le moto sì, quindi attenzione ai vicoli stretti. Per Gueliz e i giardini si usano i petit taxi beige, con tassametro da pretendere prima di partire.
  • DormireUn riad nella medina significa svegliarsi dentro la città vecchia, con il richiamo della preghiera alle cinque. Un hotel a Gueliz significa piscina, parcheggio e silenzio. Sono due viaggi diversi, non uno migliore dell’altro.
  • MangiareAi banchi di Jemaa el-Fna si mangia bene scegliendo quelli pieni di marocchini. Per la cucina di casa, meglio un ristorante in medina consigliato dal riad che uno con il menu tradotto in cinque lingue.
  • HammamQuello di quartiere costa pochi dirham ed è un’esperienza sociale, non un centro benessere: si porta il proprio necessario. I hammam nei riad sono più morbidi e si prenotano.
Dubbi frequenti

Domande su Marrakech

Quanti giorni servono per visitare Marrakech?

Due giorni pieni bastano per la medina e i monumenti principali, tre permettono di aggiungere il Giardino Majorelle e Gueliz senza correre. Dal quarto giorno conviene usare la città come base per una gita: Ourika, Ouzoud, Agafay o Essaouira.

Dove si trova Marrakech?

Nel Marocco centrale, ai piedi dell’Alto Atlante, a circa 240 km da Casablanca e 580 da Fes. L’aeroporto Menara dista 6 km dal centro, cioè un quarto d’ora di auto.

Marrakech è pericolosa?

No. La criminalità violenta contro i turisti è rara e la città si gira tranquillamente anche la sera nelle zone frequentate. I due fastidi reali sono i borseggi nella folla di Jemaa el-Fna e l’insistenza di chi si offre come guida improvvisata nei souk: borsa davanti e un rifiuto cortese risolvono entrambi.

Cosa vedere a Marrakech in un giorno?

Koutoubia, Jemaa el-Fna al mattino, i souk e la madrasa Ben Youssef, poi ritorno in piazza al tramonto quando montano i banchi di cibo. È un giorno intenso ma coerente, perché tutto resta nella stessa metà della medina.

Serve prenotare il Giardino Majorelle?

Sì. I biglietti sono a fascia oraria e vanno acquistati online in anticipo, soprattutto in alta stagione: presentarsi al cancello senza prenotazione significa quasi sempre non entrare. Il Museo Yves Saint Laurent accanto ha un biglietto separato.

Si può entrare nella moschea Koutoubia?

No, come quasi tutte le moschee del Marocco è chiusa ai non musulmani. Si visitano invece i giardini intorno, che la sera si riempiono di famiglie. L’unica grande moschea marocchina aperta ai visitatori è la Hassan II di Casablanca.

Meglio dormire in medina o a Gueliz?

Un riad in medina significa svegliarsi dentro la città vecchia, a piedi da tutto, con il richiamo alla preghiera all’alba e vicoli che non ammettono valigie a rotelle. Gueliz offre hotel con piscina, parcheggio e silenzio, a dieci minuti di taxi. Dipende da che viaggio vuoi fare.

Come ci si muove a Marrakech?

La medina si gira solo a piedi, perché le auto non entrano. Per Gueliz, i giardini e l’aeroporto si usano i petit taxi beige: il tassametro esiste e va chiesto prima di salire, altrimenti si concorda la cifra alla partenza.

Da Marrakech si può arrivare nel deserto?

Sì, ed è la partenza più usata. Merzouga e le dune di Erg Chebbi sono a circa 9 ore di strada, quindi servono almeno 3 giorni. Zagora e Agafay si raggiungono in giornata o con un tour di 2 giorni.

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