Guida alla città

Chefchaouen, la città blu del Marocco

Seicento metri di quota, un labirinto dipinto di indaco e le montagne del Rif intorno. Si visita in un giorno, ma quasi nessuno se ne va contento di averne avuto solo uno.

In breve

La risposta breve

Chefchaouen sta nel nord del Marocco, sulle montagne del Rif, a due ore da Tangeri e quattro da Fès. La medina è piccola e si gira a piedi in mezza giornata: la ragione per restare una notte è la luce, che al mattino presto e all’ora del tramonto fa una cosa che a metà giornata non fa.

Fu fondata nel 1471 come fortezza contro le incursioni portoghesi, e accolse musulmani ed ebrei in fuga dalla Spagna. Il blu è arrivato molto dopo, e sul perché nessuno ha una risposta definitiva.

  • Dove si trovaMontagne del Rif, nord del Marocco
  • Da Tangeri115 km, circa 2 ore
  • Da Fès200 km, circa 4 ore
  • Periodo miglioreAprile–giugno e settembre–ottobre
La domanda di tutti

Perché Chefchaouen è blu

Non esiste una risposta accertata, e chi te ne dà una sola sta semplificando. Le ipotesi credibili sono tre.

La prima attribuisce il colore alla comunità ebraica arrivata negli anni Trenta, per la quale il blu richiama il cielo e il divino. La seconda è molto più pratica: il blu di calce tiene lontane le zanzare e rinfresca i muri d’estate. La terza è la meno romantica ed è probabilmente quella che ha esteso il colore a tutta la città: funziona, e da quando funziona porta visitatori.

Le tre cose possono essere vere insieme. Quello che è certo è che la calce va rifatta ogni anno, e chi la rifà sono gli abitanti, non il comune.

Scalinata e porta borchiata a Chefchaouen

Il blu non è uno solo: cambia di vicolo in vicolo, perché ogni famiglia mescola la sua calce.

Cosa vedere

I cinque posti che contano

Tappeti appesi in un vicolo di Chefchaouen

Plaza Uta el-Hammam

La piazza centrale, con i platani, i caffè sotto i portici e la Grande Moschea dal minareto ottagonale, forma rara in Marocco. È il punto in cui la città si siede: la sera ci sono più abitanti che visitatori.

Arco e piante nella medina blu

La kasbah

La fortezza del Quattrocento sulla piazza, con un giardino andaluso all’interno, un piccolo museo etnografico e una torre da cui si vede tutta la medina dall’alto. Il biglietto costa poco e la torre da sola lo vale.

Veduta d'insieme di Chefchaouen

La Moschea Spagnola

Costruita dagli spagnoli negli anni Venti e mai usata, sta sulla collina di fronte alla città. Trenta minuti di salita a piedi, ed è da lì che si scatta la fotografia che tutti riconoscono: la medina blu incastrata fra le due cime del Rif. Vacci per il tramonto.

  • Ras el-MaaLa sorgente che esce dalla montagna al margine della medina, dove le donne del quartiere lavano ancora i tappeti. Cinque minuti a piedi dalla piazza, ed è il posto più fresco della città nei giorni caldi.
  • Cascate di Akchour e Ponte di DioUn’ora di auto dentro il parco di Talassemtane, poi due ore di cammino fino alle cascate. È la ragione per cui vale la pena dormire a Chefchaouen invece di passarci.
Pratica

Come organizzare la visita

La medina è in salita, tutta. Scarpe comode, e niente valigie a rotelle.

  • Vai presto la mattinaFra le sette e le nove i vicoli sono vuoti e la luce entra di taglio. Dalle undici in poi arrivano i pullman da Tangeri e la città cambia faccia per qualche ora.
  • Una notte cambia tuttoChi passa da Chefchaouen in giornata vede la medina nell’ora peggiore. Dormendoci si prendono l’alba, il tramonto dalla Moschea Spagnola e una piazza senza visitatori.
  • Rispetta le case privateMolti dei vicoli più fotografati sono ingressi di abitazioni. Se qualcuno ti chiede di non fotografare, non è una richiesta di soldi: è casa sua.
  • Fa più fresco di quanto pensiA 600 metri nel Rif le sere sono fresche anche in estate, e da novembre a marzo piove sul serio. Una giacca serve quasi tutto l’anno.
Dubbi frequenti

Domande su Chefchaouen

Perché Chefchaouen è blu?

Non esiste una spiegazione accertata. Le ipotesi principali sono tre: il blu introdotto dalla comunità ebraica arrivata negli anni Trenta, per la quale richiama il cielo; la calce blu come repellente naturale per le zanzare e per rinfrescare i muri; e il semplice fatto che il colore attira visitatori, cosa che ne ha esteso l’uso a tutta la medina. Le tre cose possono convivere.

Quanti giorni servono per Chefchaouen?

La medina si gira a piedi in mezza giornata, ma una notte in città cambia completamente la visita: si prendono l’alba nei vicoli vuoti e il tramonto dalla Moschea Spagnola. Con due notti si aggiungono le cascate di Akchour nel parco di Talassemtane.

Come si arriva a Chefchaouen?

Solo su strada: la città non ha aeroporto né stazione ferroviaria. Da Tangeri sono circa 115 km e due ore, da Fès 200 km e quattro ore, da Casablanca circa cinque ore. Conviene inserirla in un itinerario del nord invece di farne una deviazione andata e ritorno.

Qual è il periodo migliore per visitare Chefchaouen?

Da aprile a giugno e da settembre a ottobre. La città sta a 600 metri sulle montagne del Rif, quindi è più fresca del resto del Marocco: d’estate è gradevole, ma da novembre a marzo piove parecchio e i vicoli in salita diventano scivolosi.

Chefchaouen è sicura?

Sì, ed è una delle città più tranquille del Marocco: piccola, con poca criminalità e abitanti abituati ai visitatori. L’unica insistenza che si incontra è la vendita di hashish, dato che la regione del Rif ne è la zona di produzione storica. Un rifiuto netto chiude la questione.

Qual è il punto migliore per le fotografie?

La Moschea Spagnola, sulla collina di fronte alla medina: trenta minuti di salita a piedi e da lì si vede tutta la città blu incastrata fra le montagne. Per i vicoli, l’ora giusta è fra le sette e le nove del mattino, quando la luce entra di taglio e non c’è nessuno.

Cosa c’è da vedere nei dintorni?

Le cascate di Akchour e il Ponte di Dio, dentro il parco nazionale di Talassemtane, a un’ora di auto più due ore di cammino. Tetouan, patrimonio UNESCO, è a un’ora. Asilah, con la sua medina bianca sull’oceano, a due ore verso la costa.

Vuoi Chefchaouen nel tuo viaggio?

La inseriamo partendo da Tangeri, da Fès o da Casablanca, con una notte vera in città e non una sosta di due ore.