Essaouira, Agadir, Asilah e le città bianche: porti di pescatori, bastioni portoghesi e boschi di argan.
Più fresco e ventilato dell’interno, perfetto in estate quando il sud è troppo caldo.

Bastioni portoghesi con i cannoni ancora allineati sulla Skala, un porto dove il pesce si vende all’asta appena sbarcato, e una medina disegnata a scacchiera nel Settecento, patrimonio UNESCO.
Nelle botteghe si lavora il legno di thuya e l’odore si sente dalla strada. È la città dove Orson Welles girò il suo Otello, e dove il vento costante l’ha resa un punto di riferimento per windsurf e kitesurf.
Da nord a sud.
La costa atlantica del Marocco è la parte che quasi nessuno mette in programma e che poi resta impressa. Essaouira è a tre ore da Marrakech: medina patrimonio UNESCO, porto di barche blu, vento costante e pesce ottimo. Più a nord ci sono Oualidia con la sua laguna e le ostriche, El Jadida con la cisterna portoghese e Casablanca.
Il clima è la vera differenza: sull’oceano si sta bene anche a luglio e agosto, quando l’interno e il deserto superano i 40 gradi. D’inverno le giornate restano miti ma il vento soffia forte, soprattutto a Essaouira.
Quattro giorni bastano per un circuito costiero da Marrakech; con due si arriva a Essaouira e ritorno. La costa si abbina bene al deserto in un viaggio più lungo, perché alterna giornate di guida a giornate ferme sul mare.
Un giro completo della costa si fa così: da Marrakech a Essaouira sono tre ore, da Essaouira a Oualidia altre tre, poi un’ora e mezza fino a El Jadida e un’altra fino a Casablanca. Ogni tappa è breve, quindi restano ore libere per il mare invece che per la strada.
È l’itinerario che consigliamo a chi viaggia con bambini o a chi ha già visto le città imperiali: poche ore di auto al giorno, temperature miti e cibo di mare ovunque.
Ti rispondiamo con un itinerario su misura, senza impegno.