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Undici giorni con partenza e ritorno a Casablanca, comoda per chi vola diretto dall’Italia. Il giro completo: le quattro città imperiali, Volubilis, due notti nel deserto di Merzouga, le gole del Todra, le kasbah della valle del Dades e Aït Ben Haddou, poi la discesa su Agadir e la risalita atlantica fino a Essaouira e Marrakech.
È la formula che consigliamo a chi vuole vedere tutto il Paese in una volta sola senza correre. Le giornate di trasferimento lungo sono due, entrambe spezzate da soste che valgono il viaggio, e nelle medine si entra con guide locali autorizzate.
Questo itinerario fa parte dei nostri viaggi in Marocco privati: possiamo allungarlo, modificarlo o abbinarlo ad altre tappe secondo le tue date. Richiedi un preventivo gratuito – ti rispondiamo entro poche ore.
Dove dormi nel deserto: la notte tra le dune si passa al Sahara Dunes Camp, un campo berbero a Erg Chebbi (Merzouga) gestito da famiglie locali, con tende artigianali, docce calde private, elettricità ed energia solare. Puoi aggiungere le attività nel deserto: dromedari, quad, sandboarding e serate di musica berbera.
Vi prendiamo all’aeroporto Mohammed V e si comincia dalla moschea Hassan II, l’unica del Marocco che si può visitare da non musulmani: è costruita in parte sull’oceano, ha il minareto più alto del mondo e un tetto della sala di preghiera che si apre. Poi si risale la costa fino a Rabat, dove il pomeriggio si passa nella kasbah degli Oudaya, tra i vicoli bianchi e azzurri e il giardino andaluso affacciato sulla foce del Bou Regreg. Cena e pernottamento.
Mattina alla Torre di Hassan, minareto lasciato incompiuto nel 1199, e al mausoleo di Mohammed V con le guardie a cavallo all’ingresso. Si parte poi per Meknès, la città del sultano Moulay Ismail: piazza el-Hedim, la porta monumentale Bab Mansour e i granai di Heri es-Souani, dove venti navate di muri spessi tenevano il grano fresco per ventimila cavalli. Nel pomeriggio Volubilis, con i mosaici romani rimasti all’aperto tra gli ulivi, e uno sguardo a Moulay Idriss Zerhoun aggrappata alla collina. Arrivo a Fès per cena.
Un giorno intero non basta, ma con una guida locale si vede l’essenziale. Ingresso da Bab Boujloud, blu fuori e verde dentro, poi la madrasa Bou Inania con il cedro intagliato e la clessidra ad acqua ancora visibile sulla facciata di fronte. Si scende verso le concerie Chouara, dove le vasche di calce e pigmenti vegetali si guardano dalle terrazze, e si passa davanti alla Qaraouiyine, fondata nell’859 da Fatima al-Fihri. Il pomeriggio è per i mestieri: gli ottonai di piazza Seffarine, i tessitori, i ceramisti di Ain Nokbi. Cena e pernottamento in riad.
Si lascia il nord e in una sola giornata si passa dai cedri al Sahara. Ifrane sembra un paese alpino, con i tetti spioventi e i giardini curati. Ad Azrou la foresta di cedri è abitata da bertucce che si avvicinano alla strada. Si sale al passo dello Zad, si scende su Midelt tra i meleti e le bancarelle di minerali, poi la strada segue le gole dello Ziz fino a un palmeto lungo decine di chilometri chiuso tra pareti rosse. Arrivo a Merzouga nel pomeriggio: dromedari verso le dune e prima notte al campo.
Alba sulle dune, poi colazione al campo e giornata libera nell’erg. Si va a Khamlia ad ascoltare i gnawa, discendenti di famiglie arrivate dal Mali e dal Sudan, che suonano crotali e tamburi in una stanza di casa. Si prende il tè sotto la tenda di una famiglia nomade e, se è primavera, si arriva al lago stagionale di Dayet Srji con i fenicotteri. Nel pomeriggio quad, sandboarding o semplicemente ombra. Seconda notte tra le dune.
Si comincia da Rissani, sorta sulle rovine di Sijilmassa da cui partivano le carovane dell’oro verso il Sahel: il suo souk, tre volte a settimana, è uno dei più autentici del sud. Si prosegue per Tinghir e le gole del Todra, un canyon che si stringe fino a dieci metri con pareti di trecento: sul fondo scorre l’oued e sopra si vedono gli arrampicatori. Poi la Strada delle Mille Kasbah fino alla valle del Dades. Cena e pernottamento.
Si scende passando per Kelaat M’Gouna nella valle delle Rose, dove in maggio si raccolgono le rose damascene prima dell’alba e si distillano sul posto. Sosta a Skoura, palmeto fitto in mezzo al nulla, per la kasbah Amridil, la stessa disegnata sulla banconota da 50 dirham. A Ouarzazate la kasbah Taourirt del pascià Glaoui e, per chi vuole, gli Atlas Studios con i set di cartapesta ancora in piedi. Arrivo ad Aït Ben Haddou nel tardo pomeriggio. Pernottamento.
Salita mattutina allo ksar di Aït Ben Haddou, patrimonio UNESCO: si attraversa il fiume e si sale tra le case di terra cruda fino al vecchio granaio, da cui si vede tutta la valle. Poi si punta a sud-ovest verso l’Anti Atlante e Taroudant, chiusa da sei chilometri di mura color mattone, con due souk separati, quello arabo e quello berbero, dove si contratta ancora senza pubblico. In serata si arriva ad Agadir.
Agadir è stata ricostruita dopo il terremoto del 1960, per questo è moderna e larga: la mattina si sta sulla spiaggia o si sale alla kasbah di Oufella per la vista sulla baia. Si risale poi la costa verso nord con sosta in una cooperativa femminile dell’argan, dove si vede la lavorazione a mano dal frutto all’olio, e con le capre sugli alberi lungo la strada. Arrivo a Essaouira, dove il vento non smette mai. Cena e pernottamento.
Mattinata in città: la Skala de la Ville con i cannoni portoghesi allineati sui bastioni, il porto con le barche blu e le aste del pesce, la medina disegnata a scacchiera da un architetto francese nel Settecento. Nelle botteghe si lavora il legno di thuya, con l’odore che si sente dalla strada. Nel pomeriggio si attraversano i boschi di argan verso Marrakech, con arrivo in tempo per il tramonto su Jemaa el-Fna.
Visita guidata della medina: la Koutoubia, gemella della Giralda di Siviglia, il palazzo Bahia con i soffitti dipinti a mano stanza per stanza, la madrasa Ben Youssef e i souk divisi per mestiere. Nel pomeriggio trasferimento a Casablanca, in aeroporto o in hotel a seconda dell’orario del volo. Fine dei servizi.
Come funziona il prezzo. Il trasporto privato costa uguale che siate in due o in sei, quindi la spesa si divide fra i partecipanti: più siete, meno paga ciascuno. La differenza restante la fa la categoria degli alloggi. Per questo non pubblichiamo una cifra fissa: vi diamo un preventivo esatto e definitivo una volta che sappiamo date, numero di persone e livello di hotel, senza costi che spuntano dopo.
Questo itinerario si può cambiare. È una proposta, non un pacchetto chiuso: si aggiungono o tolgono notti, si cambia città di partenza e si alza il livello degli alloggi. Se quello che cercate non è in questa pagina, scriveteci e lo costruiamo su misura.
Questo itinerario è un punto di partenza, non un pacchetto chiuso. Se i giorni non tornano o parti da un’altra città, qui sotto trovi le versioni più vicine: possiamo comunque adattare qualsiasi programma alle tue date.
Sì: solo voi, l’autista che parla italiano e le guide locali nelle medine. Orari e soste si adattano a voi.
Certo: l’itinerario si adatta al vostro aeroporto d’arrivo, che sia Casablanca, Rabat, Fes, Tangeri o Marrakech.
Hotel 3-4 stelle e riad tradizionali con mezza pensione, più la notte in campo tendato nel deserto. Su richiesta alziamo la categoria.
In estate le notti sono miti, in inverno più fredde: il campo fornisce coperte, ma portate una felpa.
Sì, ogni programma è un punto di partenza: aggiungiamo notti, città e servizi su misura.
È sempre privato. Non accorpiamo clienti diversi: in auto ci siete solo voi e l’autista, e gli orari si adattano a voi, non a un programma fisso.
Perché il costo del trasporto è lo stesso che siate in due o in sei, quindi si divide fra i partecipanti: più siete, meno spende ciascuno. Il resto dipende dalla categoria degli alloggi che scegliete. Per questo diamo un prezzo esatto solo dopo aver capito date, numero di persone e livello di hotel.
Berlina, minivan o 4×4 secondo il numero di partecipanti e l’itinerario, sempre con aria condizionata. Per le piste verso Erg Chigaga si usa obbligatoriamente il fuoristrada.
Restano in auto o vengono portati al campo dal fuoristrada del personale. Con voi salite solo con uno zainetto per la notte, acqua e macchina fotografica.
Sì. Vegetariano, vegano, senza glutine e senza lattosio non sono un problema: basta dircelo alla prenotazione così avvisiamo riad e campo in anticipo.
Dal vostro hotel o riad, o direttamente dall’aeroporto se arrivate lo stesso giorno. Nelle medine dove l’auto non entra vi aspettiamo alla porta più vicina e vi accompagniamo a piedi.
